giovedì 10 aprile 2008

Perché non voto / 1

Sono molto indeciso sul "se" scrivere questo post... A dire il vero anche il "come" non mi è molto chiaro. Scriverò di getto, come sempre, pensando solo alla parola che viene dopo quella appena scritta. Forse alla fine del post, rileggendomi, mi sarà anche più chiaro il mio pensiero.

Domenica si vota e di questo un po' tutti credo siate a conoscenza.
Domenica io non voto. E anche questo non sorprenderà chi mi conosce, o comunque frequenta questo blog, e sa che mi trovo dall'altra parte dell'Oceano Atlantico e che sarebbe un po' dispendioso raggiungere il mio seggio elettorale.
Anche se mi trovassi in Italia non voterei comunque. Non è che mi aspetti una dichiarazione di Veltroni o Berlusconi in proposito. Neanche aspiro a un appello di qualcuno dei vari altri candidatucoli che cercano di ritagliarsi un titoletto sui giornali facendosi lanciare uova nelle piazze o riaffermando con eleganza il loro no alle avance del Cavaliere.

Come dicevo all'inizio, scrivo questo post soprattutto per riordinare le idee.
Ci tengo innanzitutto a precisare che la mia scelta non ha niente a che fare con Grillo e col Grillismo. Con tutta la simpatia per il blogger genovese e pur condividendo tante delle sue battaglie e avendo firmato per il V-Day ecc., le posizioni di Grillo e soprattutto la sua più recente deriva populista mi allontanano da lui. E mai avrei votato per una delle sue liste con bollino, in cui sono certo che avrei letto i soliti nomi riciclati di gente che, dai Social Forum ai Girotondi, non si è perso neanche uno dei movimenti nati e morti negli ultimi dieci anni.

Chi negli ultimi giorni mi ha reso ancora più determinato in questa scelta è stato il buon Andrea Camilleri, insieme al Pancho Pardi, leader dei Girotondi e ora capolista dell'Italia dei Valori per il Senato in Toscana. Due personaggi per cui nutro stima e, nel caso di Camilleri, di cui sono accanito lettore e ammiratore.
In due video proposti on line dalla rivista Micromega i due rivolgono accorati appelli agli astensionisti di sinistra. Il contenuto, ridotto all'osso, è: se non votiamo PD, vince Berlusconi!
Un'argomentazione forte senza dubbio! Io Berlusconi e la sua banda al Governo non ce li voglio, per carità. Ma perché, allora, mi convinco ancora di più che, anche se potessi, non andrei a votare?
Nell'arco della mia intera "vita politica" Berlusconi è stata una costante fissa, sempre presente. Ho seguito la prima campagna elettorale nel 1994 e da allora in poi questo Belzebù della politica italiana non è mai mancato. Ha vinto contro Occhetto, ha perso contro Prodi, ha vinto contro Rutelli, ha riperso contro Prodi... Sempre presente!
Ho raggiunto l'eta' per votare nel 1998. Sono trascorsi ormai ben 10 anni: 10 anni a votare coalizioni traballanti o candidati impresentabili (Rutelli, ma come ho fatto a votare Rutelli?!). Dieci anni a votare "perchè altrimenti vince Berlusconi".
Sono ormai fermamente convinto che Berlusconi e questa sinistra si sorreggano a vicenda. Berlusconi c'è perché a questa sinistra fa comodo. Berlusconi è l'unica ragione per votare questa sinistra. Non ce ne sono altre.
Di promesse di cambiamento del nostro Paese da parte di questa sinistra ne abbiamo avute tante e si sono sempre perse per strada.

"Yes, we can" dice il buon Walter. A parte il fatto che, come dicono da queste parti, poteva pure fare un piccolo sforzo e inventarsi uno slogan suo. Ma a parte questo, perché non dire piuttosto "avremmo potuto"? Nel 1996 "avremmo potuto... ma Bertinotti"; nel 2007 "avremmo potuto... ma Mastella". Questa sinistra è un continuo arrancare, non ha un'idea in testa, manca di una guida, di un riferimento. Fosse almeno in grado di contrastare il ripugnante nano di Arcore si avrebbe forse motivo di votarla. Ma non è così!

Scrisse tanti anni fa Curzio Maltese che il progetto di Berlusconi era fare il Presidente della Repubblica. Questa minaccia incombente la ripete oggi Flores D'Arcais nell'intervista a Camilleri di cui sopra. Sarebbe, dice e ha ragione, una vergogna irreparabile per il nostro Paese.
A cosa è servito, allora, “turarsi il naso” per tutti questi anni, se la minaccia non è cambiata e, anzi, si representa con sempre maggior forza?
Non viene il sospetto che, se proprio vogliamo contrastare Berlusconi, forse non è più il caso di affidarsi a chi, in 10 anni, non è riuscito neanche a scalfirlo? A chi, anzi, è riuscito a resuscitarlo quando sembrava morto? A chi non ha modificato neanche una delle tante leggi ad personam contro cui durante gli anni di opposizione si era fatto finta di indignarsi e che, in campagna elettorale, ci si era impegnati a spazzar via?

Penso sia abbastanza per oggi e ora bisogna che mi rimetta al lavoro. Ma le argomentazioni non finiscono qui... Mancano, anzi, le ragioni forse più profonde di questa scelta.

1 commento:

orietta ha detto...

il fatto è che per quanto alta sia la percentuale degli astensionisti non inciderà sul fatto che Berlusconi vincerà .. almeno alla Camera.
davvero pensi che qualcuno della casta "apprenda la lezione" dell'astensionismo?
allora sei più illuso di Beppe Grillo, sai quanto gliene potrà importare della quarta scimmietta, non vedo, non sento, non parlo, NON VOTO!!!!!!
l'unica opzione per i cittadini che vogliono dare una "lezione" alla partitocrazia è non far vincere nessuno dei due ... e siccome Berlusconi ha di sicuro la maggioranza alla Camera, bisogna che non l'abbia al Senato votando, almeno al Senato, PD.