giovedì 10 aprile 2008

Perché non voto / 2

Dunque, innanzitutto ci tengo a farvi notare che Beppe Grillo mi ha copiato il post di ieri! Ma roba da maaatti!!! Va bene, lo so, il mio è scritto meglio, però i contenuti sono simili.
...lasciamo stare va...
Riprendiamo piuttosto il filo del discorso. Ci sono, dicevo, ragioni più profonde di quelle che ho esposto ieri che mi portano a scegliere di non votare.
Premetto che non pretendo qui di convincere nessuno, né ambisco a una trattazione esaustiva o coerente o fondata su chissà quali teorie filosofiche o sociali.
L'idea di fondo è questa: le istanze di cambiamento che forse, un tempo, potevano essere rivolte alla politica, vanno oggi rivolte altrove. Ci si aspetta che un Governo possa cambiare l'Italia? E' un'aspettativa priva di ogni fondamento. E' una semplificazione di una realtà che è ben più complessa. Diciamo pure che è un modo di delegare all'esterno qualcosa che dipende da ognuno di noi.
Dice a un certo punto Camilleri che Berlusconi è un extraterrestre della democrazia, che non ci appartiene. Non sono d'accordo: Berlusconi è un prodotto della democrazia e ci appartiene, eccome se ci appartiene!
Lessi anni fa da qualche parte che in ogni epoca nasce un matto che vuole conquistare il Mondo, ma non in tutte le epoche questo matto viene messo a capo di una Nazione. Si parlava in questo caso di Hitler, ma la frase si può parafrasare per i giorni nostri: un Berlusconi da qualche parte c'è sempre, ma non sempre lo si fa Presidente del Consiglio.
Dobbiamo allora seriamente riflettere e chiederci se è Berlusconi ad aver imbarbarito il nostro Paese o se, invece, è il nostro Paese imbarbarito ad aver prodotto Berlusconi. Io sono convinto che causa ed effetto si confondano in questo caso, come con l'uovo e la gallina.
Allora, non è votando il meno peggio che si combatte Berlusconi. Lo si combatte riappropriandosi di una cultura che non abbiamo più, di un'etica che abbiamo dimenticato e che, anche quando ce la ricordiamo in teoria, non applichiamo in pratica.
E' giusto chiedere all'amico consigliere comunale di annullare una multa? No... però se la multa l'hanno fatta a me...
E' giusto chiedere all'amico medico o infermiere di fare la TAC prima dei tempi previsti dalle liste d'attesa? No... però se la TAC la devo fare io...
E' giusto chiedere all'amico professore di "dare una mano" al figlio per gli esami? No... però se il figlio è il mio...
E' giusto chiedere la raccomandazione per il concorso? No... però la chiedono tutti, e sennò come si fa a passarlo?!
Viviamo di scorciatoie, di vie facili.
E' giusto creare un partito per guadagnarsi l'impunità dopo aver corrotto giudici ed essere stato colluso con la mafia? No... però...
Cosa cambia fra quello che noi facciamo in piccolo e quello che Berlusconi ha fatto in grande? La via breve per la TAC o per l'esame o per il concorso cosa ha di diverso dalla via breve per il l'impunità e per il potere?
Ecco perché non alla politica vanno rivolte le istanze di cambiamento della nostra società, ma a noi stessi, al nostro modo di pensare e agire nella vita di tutti i giorni.
Non pensiamo che, con una X sul simbolo giusto, possiamo davvero cambiare le cose. Smettiamo di pensare che non dipende da noi: tutto dipende da ognuno di noi! Comportiamoci "eticamente", rinunciamo a ciò che non possiamo avere perché non ci spetta, rivendichiamo ciò che non abbiamo anche se ci spetta.
Portiamo l'unico cambiamento che davvero possiamo portare, quello di noi stessi e delle nostre azioni. Il resto verrà dopo e non avremo bisogno di delegare la "rivoluzione" al politico di turno.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo tutto. Hai perfettamente ragione, hai scritto delle cose veramente giuste. Neanch'io andrò a votare, e per tre motivi: 1.la legge elettorale è incostituzionale perchè ha eliminato la preferenza diretta, e ha limitato di fatto il mio diritto di voto. 2. Sono delusa da questi due anni di governo Prodi: perchè non hanno fatto una legge sul conflitto di interessi? Perchè non hanno cambiato la "legge elettorale dei porci" approvata dal governo Berlusconi? Perchè Rete 4 non è ancora andata sul satellite? Che fine hanno fatto i Pacs? 3. Sono stanca di votare sempre il "meno peggio",come dice Grillo. Non mi va più di votare questa sinistra solo per non far vincere Berlusconi. Questa volta il mio voto utile sarà il non voto.
Francesca G.

orietta ha detto...

ho provato ad inserire il commento che ho lasciato nel tuo post precedente nel blog di Beppe Grillo, mi sono anche iscritta dopo che, ricevuta l'email, ho visto che non veniva postato, ho riprovato un paio di volte e non c'è!

che dire ... sarà un blog democratico?

;)

marco ha detto...

il blog di Grillo dici? si, anche io ho provato a lasciare commenti ma non sono mai apparsi... beh, che dire, se hai voglia di lasciare commenti torna da queste parti, che qui sono sempre graditi ;)

Francesca G.: grazie per il commento, il Grillismo ti ha proprio contagiata ormai, ahah!

Anonimo ha detto...

Se dovessi votare ora negli USA e dovessi scegliere fra Bush e la Clinton, ti asterresti?
enzo

Anonimo ha detto...

Chi ha l'età dei tuoi genitori è nato in epoca democristiana ed ha dovuto aspettare diversi decenni prima di vedere crollare un sistema di democrazia bloccata. E' vero quel che dici, è tutto ampiamente condivisibile, soprattutto la necessità di un rinnovamento etico che passi attraverso le coscienze individuali. Ma i veri mutamenti storici richiedono tempi lunghi. Chi crede fermamente nella necessità di un cambiamento deve di solito avere la pazienza dei tempi lunghi. Non può pensare di cambiare tutto in pochi anni. In questo momento è importante sconfiggere Berlusconi e dare spazio a qualche piccola novità. Già questo sarebbe un piccolo passo in avanti.
Marilena

Anonimo ha detto...

L'idea che i nostri comportamenti individuali stiano alla base della vera rivoluzione e del cambiamento di questo Paese perchè diventi VERAMENTE civile è certamente giusta, vera e dovrebbe stare alla base di ogni discorso e azione. Ma nel frattempo? Nell'attesa che questo lento processo verso la consapevolezza e la civiltà dia i suoi frutti, che si fa? Non si vota? Si lascia vincere ancora una volta il modello opposto? Comportarsi "eticamente" e cercare di trasmettere questa idea agli altri non è un'alternativa al voto, è una cosa che comunque rimane lì alla base e a cui certamente non si rinuncia perchè si pensa di delegarla ad altri col voto.
Laura

marco ha detto...

grazie a tutti per i commenti sentiti e appassionati. non starò a rispondere a tutte le "obiezioni". ci tengo solo a dire che:
1. non so cosa farei negli USA e comunque è una situazione molto diversa;
2. non vedo la novità;
3. non credo ci sia un "modello opposto", ci sono due modelli sbagliati, uno di più dell'altro e parte dello stesso sistema, per cui non vale la pena, secondo me, scegliere fra questi due modelli. Liberi voi di farlo, ma io non mi sento, in coscienza, di sostenerli.
E con questo si chiude, credo, la breve escursione di questo blog nella politica.