Nel 1912 la città di Washington ricevette dal sindaco di Tokyo 3000 ciliegi, a simboleggiare l'amicizia fra i due popoli e i buoni rapporti fra Stati Uniti e Giappone. Qualche decina d'anni dopo gli Stati Uniti avrebbero ricambiato l'omaggio con due rari (e un po' meno amichevoli) funghi: ma questa è un'altra storia...
Lo scambio continuò nel 1915, quando il governo degli Stati Uniti donò al popolo giapponese il dogwood tree (che in italiano dovrebbe essere il corniolo). Nel 1981, a seguito di un alluvione la città di Yoshino perse i suoi ciliegi e Washington ricambiò mandando le talee dei ciliegi che nel frattempo crescevano rigogliosi sulle rive del Potomac. Da ultimo, nel 1999 furono piantati dei nuovi alberi sulle rive del Tidal Basin, provenienti dalla provincia giapponese di Gifu.
Ogni anno a Washington si celebra la fioritura dei ciliegi con il "Cherry Blossom Festival". Danze, concerti, fuochi d'artificio si susseguono per ben due settimane. fra la fine di marzo e i primi di aprile. L'edizione 2008 ha avuto inizio ieri.
Ne approfitto per fare una passeggiata nel famoso parco di Washington, il National Mall.
Armato di macchina fotografica, mi dirigo prima verso il National Building Museum, dove si tiene la cerimonia d'apertura. Il programma, però, non mi sembra granché interessante: una Miss Universo presenta un'orchestrina jazz e solo alla chiusura qualche artista giapponese, più intonato all'atmosfera. E poi non mi entusiasma l'idea di stare al chiuso di un museo, mentre i ciliegi là fuori fioriscono...
Mi incammino verso il "giardino di Washington". Il parco è pieno di bimbi che fanno volare aquiloni di tanti tipi e colori diversi. Le prime foto, con il Capitol di sfondo, non vengono molto bene. Attraverso l'immenso prato che divide il Capitol dal Washington Monument, facendo fotografie ai bambini e agli aquiloni (e a due tipi con lunghissimi capelli rasta).
Il National Mall è pieno di gente e c'è una coda lunghissima anche per entrare nella metropolitana.
Vicino al Washington Monument (che sarebbe quel gigantesco pilone circondato da bandiere a stelle e strisce e con le lucette colorate in cima) c'è un primo gruppetto di alberelli in fiore e tanta gente che ci si fa le foto. Dopo un po' di scatti continuo la passeggiata verso il Jefferson Memorial, dove, intorno al bacino artificiale ricavato nel Potomac, sono concentrati la maggior parte degli alberi.
Ovviamente, anche in questo scenario bucolico, non manca il cartello di pericolo che da queste parti non si risparmiano mai. Sull'autobus "attenzione al gradino", ovunque appena fa due gocce d'acqua "attenzione, pavimento bagnato", sulla scala mobile "attenzione, allacciatevi i lacci della scarpe", sui cibi surgelati "attenzione, togliere l'involucro prima di infornare". Come poteva mancare qui il cartello "Attenzione, rami bassi"?!