Dopo tanto tantissimo tempo... non un nuovo post, ma almeno qualche foto. Signore e Signori, Londra!
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
sabato 11 settembre 2010
martedì 8 settembre 2009
domenica 2 agosto 2009
Praga, sulle orme di Černý / 2
Etichette:
David Černý,
Europa,
foto,
John Lennon,
Praga,
Repubblica Ceca
giovedì 5 marzo 2009
How y'all doin'?
Incoronata capitale mondiale della musica dal vivo, città al Mondo con la più alta percentuale pro capite di musica live, città "alternativa", meta di autostoppisti e hippies. Questa è Austin, capitale del Texas, dove la gente per strada ti saluta e negli autobus ti parla e quanto ci si incontra ci si dice cose strane tipo "hey, how y'all doin'?" o "hi y'all!".
Insomma, un posto da vedere e vivere, da South Congress Ave con i suoi caffè e il Continental Club e i negozi di stivali da cowboy, all'imponente sede del Cogresso in "stile Washington". Dal barbecue di "Iron Works" alla mitica serata di "Chicken Shit Bingo" del Ginny's Little Longhorn Saloon.
Qualche foto sperando di rendere almeno un po' l'atmosfera...
domenica 1 febbraio 2009
Chinese New Year Parade, Chinatown DC
Qualche foto dalla parata di questo pomeriggio, a Chinatown, per celebrare il Capodanno Cinese.
Copritevi le orecchie per i fuochi d'artificio!!! ....anzi no, potete non coprirle affatto perchè c'è una fuga di gas e il capo dei vigili del fuoco ha deciso che non è il caso di accendere la miccia...
Etichette:
Chinatown,
Chinese New Year,
foto,
Parade,
USA,
Washington
mercoledì 28 gennaio 2009
giovedì 4 dicembre 2008
Miami, FL
Dopo tanto tempo un nuovo viaggio e un nuovo post.
Mi alzo una mattina, circa un mese fa, con in testa l'idea di partire, destinazione Miami! La selezione è per esclusione: non ho abbastanza tempo per la California, non ho voglia del vento di Chicago, mi risparmio volentieri il gelo che in questa stagione comincia ad avvolgere Boston.
Dopo quasi un anno intero trascorso a Washington, Miami è la scelta giusta! Trovata ottima offerta per il volo e ostello a due isolati dalla spiaggia: il "Thanksgiving Weekend" si passa in Florida.
Memore della mia esperienza di New Orleans, cerco racconti di chi è passato prima di me per Miami, evitando guide turistiche e itinerari preconfezionati per i consumatori di questa distruttiva industria che è il turismo di massa.
La ricerca non dà, tuttavia, i risultati sperati: sembra che su Miami non sia stato scritto granchè. Mi accontento di qualche indicazione di carattere culinario e di un paio di nomi di parchi naturali appuntati sul taccuino. Guardo un paio di episodi di CSI in cerca di "landmarks" e impaziente di raggiungere la nuova meta (al mio ritorno ho poi scoperto un'altra serie TV, stesso genere e stessa città, ma molto più bella e che consiglio: "Dexter").
La prima mattina a Miami Beach è deludente. Dopo un breve giro di ricognizione comincio a chiedermi "perchè questo posto è così famoso e piace a tanti? e soprattutto cosa ci sono venuto a fare?". Ci sono locali notturni e ristoranti, tanti negozi e la spiaggia. Poco da fotografare, niente da esplorare o scoprire: è tutto lì, già pronto e servito.
La decisione allora è presa: spiaggia, sole e mare. Miami non ha niente di speciale in realtà, non è una città stimolante e più volte ho sentito associare la parola "superficiale" a questo posto. Non sembra esserci una vita culturale particolarmente attiva (eccezion fatta per qualche evento annuale come Art Basel attualmente in corso e un festival di musica elettronica o qualcosa di simile).
Miami è però senz'altro una città divertente, in cui godersi la spiaggia e la vita notturna. Una volta capito questo la mia vacanza diventa molto piacevole e rilassante, quello che ci vuole dopo un anno e soprattutto un'estate intera di lavoro.
Ho passeggiato su Ocean Drive e Lincoln Road, sorseggiato un Martini Dry al "super chic" Delano Hotel e mi sono goduto l'idromassaggio con vista sulla baia e sui palazzi di Downtown a casa di amici.
Da Puerto Sagua, su Collins Ave, ho fatto colazione con "cafe con leche", che per qualche motivo agli americani non viene mai di chiamarlo in inglese ("caffelatte, what is that? milk and coffee? who would have ever thought? milk and coffee mixed together, what an amazing drink!" Larry David): la stessa cosa che bevo ogni mattina, ma a Miami la si chiama in spagnolo, a New Orleans in francese e da Starbucks in italiano.
Ho fatto per la prima volta il bagno in un Oceano; ho percorso 14 miglia in bici su una strada circondata da paludi nella Shark Valley dell'Everglades Park, con gli alligatori a prendere il sole e a quanto pare non molto interessati dalle potenziali prede sue due ruote.
Ho visto il tramonto dalle "Keys" e i pellicani pescare nel mare; i vecchi esuli cubani che qualche mese fa festeggiavano la 'fine' di Castro giocare a domino e fumare il sigaro sulla Calle Ocho a Little Havana. Ho mangiato "ropa vieja" e bevuto "batido de mamey" e posso dire adesso di essere stato anche nel Nord del Sud America, nella "Big Orange", nel Sunshine State, in Miami, FL.
Etichette:
cafe con leche,
Everglades,
foto,
Larry David,
Little Havana,
Miami,
Miami Beach,
New Orleans,
Shark Valley,
USA
domenica 8 giugno 2008
Foto - New Orleans / 5
lunedì 14 aprile 2008
Sakura Matsuri
domenica 30 marzo 2008
The National Cherry Blossom Festival
Nel 1912 la città di Washington ricevette dal sindaco di Tokyo 3000 ciliegi, a simboleggiare l'amicizia fra i due popoli e i buoni rapporti fra Stati Uniti e Giappone. Qualche decina d'anni dopo gli Stati Uniti avrebbero ricambiato l'omaggio con due rari (e un po' meno amichevoli) funghi: ma questa è un'altra storia...
Lo scambio continuò nel 1915, quando il governo degli Stati Uniti donò al popolo giapponese il dogwood tree (che in italiano dovrebbe essere il corniolo). Nel 1981, a seguito di un alluvione la città di Yoshino perse i suoi ciliegi e Washington ricambiò mandando le talee dei ciliegi che nel frattempo crescevano rigogliosi sulle rive del Potomac. Da ultimo, nel 1999 furono piantati dei nuovi alberi sulle rive del Tidal Basin, provenienti dalla provincia giapponese di Gifu.
Ogni anno a Washington si celebra la fioritura dei ciliegi con il "Cherry Blossom Festival". Danze, concerti, fuochi d'artificio si susseguono per ben due settimane. fra la fine di marzo e i primi di aprile. L'edizione 2008 ha avuto inizio ieri.
Ne approfitto per fare una passeggiata nel famoso parco di Washington, il National Mall.
Armato di macchina fotografica, mi dirigo prima verso il National Building Museum, dove si tiene la cerimonia d'apertura. Il programma, però, non mi sembra granché interessante: una Miss Universo presenta un'orchestrina jazz e solo alla chiusura qualche artista giapponese, più intonato all'atmosfera. E poi non mi entusiasma l'idea di stare al chiuso di un museo, mentre i ciliegi là fuori fioriscono...
Mi incammino verso il "giardino di Washington". Il parco è pieno di bimbi che fanno volare aquiloni di tanti tipi e colori diversi. Le prime foto, con il Capitol di sfondo, non vengono molto bene. Attraverso l'immenso prato che divide il Capitol dal Washington Monument, facendo fotografie ai bambini e agli aquiloni (e a due tipi con lunghissimi capelli rasta).
Il National Mall è pieno di gente e c'è una coda lunghissima anche per entrare nella metropolitana.
Vicino al Washington Monument (che sarebbe quel gigantesco pilone circondato da bandiere a stelle e strisce e con le lucette colorate in cima) c'è un primo gruppetto di alberelli in fiore e tanta gente che ci si fa le foto. Dopo un po' di scatti continuo la passeggiata verso il Jefferson Memorial, dove, intorno al bacino artificiale ricavato nel Potomac, sono concentrati la maggior parte degli alberi.
Ovviamente, anche in questo scenario bucolico, non manca il cartello di pericolo che da queste parti non si risparmiano mai. Sull'autobus "attenzione al gradino", ovunque appena fa due gocce d'acqua "attenzione, pavimento bagnato", sulla scala mobile "attenzione, allacciatevi i lacci della scarpe", sui cibi surgelati "attenzione, togliere l'involucro prima di infornare". Come poteva mancare qui il cartello "Attenzione, rami bassi"?!
Etichette:
Cherry Blossom Festival,
foto,
National Mall,
Washington
sabato 22 marzo 2008
Dupont Circle e la 17th
...dicevamo dello Steam cafe...
Consigliato soprattutto per i panini, lo Steam è gestito da Driss e Ghizlane, marocchini e appena sposati (le malelingue dicono che lui l'abbia sposata solo perché è incinta, ma chissà se hanno ragione).
Driss ha il classico sorriso da mercante arabo. Non che io abbia mai visto il sorriso di un mercante arabo, solo che immagino che il "classico sorriso del mercante arabo" sia qualcosa di molto simile a quello di Driss. Lui sta dietro il bancone e da lì accoglie i clienti e prende le ordinazioni.
Da quando ci sono entrato la prima volta e ho chiesto dell'acqua a temperatura ambiente tiene sempre qualche bottiglia fuori dal frigo. Se n'è ricordato anche l'altro giorno, dopo mesi che non ci andavo... Così come non manca mai di salutare in italiano: "Ciao! Ci vediamo domani!".
Allo steam lavora David. Lui è algerino e l'italiano lo parla bene. Ad essere precisi parla napoletano. Ha vissuto una decina d'anni in Italia, e ne approfitta sempre per farsi una chiacchierata, perché era tanto che non aveva l'occasione di parlare italiano.
David vive ad Alexandria con la famiglia dello zio e ci mette circa un'ora ogni giorno per andare a lavorare. La zona non gli piace però: ci sono troppi gay qui, dice. E come dargli torto? La 17th non è certamente l'ambiente di lavoro ideale per un "musulmano omofobico".
Parliamo di uno dei luoghi simbolo del "gay pride". Siamo in una delle zone in cui i primi locali gay cominciarono ad aprire negli anni Settanta, fra i primi negli Stati Uniti (e, immagino, al Mondo). La Dupont Circle area fu recuperata e rivitalizzata, appunto, negli anni Settanta, quando la popolarono bohémien e gay.
Sulla 17th si trovano alcuni dei più noti locali a frequentazione gay di DC. Particolarmente nota per i suoi squisiti piatti di carne è la Annie's Paramount Steak House. Ci potete andare anche se non siete omosessuali ovviamente: posso assicurare che le vostre tendenze non saranno in alcun modo intaccate e in compenso il palato vi ringrazierà.
Altro luogo da non perdere sulla 17th è Sushi Taro, da molti considerato il miglior ristorante giapponese di Washington. Non ho provato gli altri, ma questo è davvero ottimo! E a conferma di ciò è ad alta frequentazione giapponese, oltre ad avere alle pareti le foto autografate con dedica dei Clintons, dei Bush e di celebrità varie.
Per chiudere, qualche foto di Dupont Circle e della 17th.
Consigliato soprattutto per i panini, lo Steam è gestito da Driss e Ghizlane, marocchini e appena sposati (le malelingue dicono che lui l'abbia sposata solo perché è incinta, ma chissà se hanno ragione).
Driss ha il classico sorriso da mercante arabo. Non che io abbia mai visto il sorriso di un mercante arabo, solo che immagino che il "classico sorriso del mercante arabo" sia qualcosa di molto simile a quello di Driss. Lui sta dietro il bancone e da lì accoglie i clienti e prende le ordinazioni.
Da quando ci sono entrato la prima volta e ho chiesto dell'acqua a temperatura ambiente tiene sempre qualche bottiglia fuori dal frigo. Se n'è ricordato anche l'altro giorno, dopo mesi che non ci andavo... Così come non manca mai di salutare in italiano: "Ciao! Ci vediamo domani!".
Allo steam lavora David. Lui è algerino e l'italiano lo parla bene. Ad essere precisi parla napoletano. Ha vissuto una decina d'anni in Italia, e ne approfitta sempre per farsi una chiacchierata, perché era tanto che non aveva l'occasione di parlare italiano.
David vive ad Alexandria con la famiglia dello zio e ci mette circa un'ora ogni giorno per andare a lavorare. La zona non gli piace però: ci sono troppi gay qui, dice. E come dargli torto? La 17th non è certamente l'ambiente di lavoro ideale per un "musulmano omofobico".
Parliamo di uno dei luoghi simbolo del "gay pride". Siamo in una delle zone in cui i primi locali gay cominciarono ad aprire negli anni Settanta, fra i primi negli Stati Uniti (e, immagino, al Mondo). La Dupont Circle area fu recuperata e rivitalizzata, appunto, negli anni Settanta, quando la popolarono bohémien e gay.
Sulla 17th si trovano alcuni dei più noti locali a frequentazione gay di DC. Particolarmente nota per i suoi squisiti piatti di carne è la Annie's Paramount Steak House. Ci potete andare anche se non siete omosessuali ovviamente: posso assicurare che le vostre tendenze non saranno in alcun modo intaccate e in compenso il palato vi ringrazierà.
Altro luogo da non perdere sulla 17th è Sushi Taro, da molti considerato il miglior ristorante giapponese di Washington. Non ho provato gli altri, ma questo è davvero ottimo! E a conferma di ciò è ad alta frequentazione giapponese, oltre ad avere alle pareti le foto autografate con dedica dei Clintons, dei Bush e di celebrità varie.
Per chiudere, qualche foto di Dupont Circle e della 17th.
venerdì 22 febbraio 2008
Mostra fotografica Swaziland
Con grande piacere vi annuncio che domani, sabato 23, si terrà a Lecce una mostra fotografica con le mie foto fatte in Swaziland.
L'iniziativa è dell'ARCI Lecce.
Trovate qui tutte le informazioni
Nell'occasione vi ricordo che a destra, fra i link, trovate il mio diario di viaggio in Swaziland (dal sito della o.n.l.u.s. MAIS).
L'iniziativa è dell'ARCI Lecce.
Trovate qui tutte le informazioni
Nell'occasione vi ricordo che a destra, fra i link, trovate il mio diario di viaggio in Swaziland (dal sito della o.n.l.u.s. MAIS).
martedì 19 febbraio 2008
Sanzioni severissime
Iscriviti a:
Post (Atom)
